Una proposta per sperimentare l’efficacia di un Modulo di intervento psicoeducativo, informativo-formativo, di otto-dieci incontri di gruppo, testato nelle relazioni con persone affette da diversi disturbi mentali, e adattato per motivare al rispetto interpersonale e favorire la gentilezza nella popolazione generale.
Premesse
1. Vulnerabilità biopsicosociale…
Negli anni 80/90, nella cura dei gravi disturbi mentali, la ricerca confermò l’importanza di affiancare alla cura farmacologica un allenamento alle abilità sociali e di vita quotidiana rivolto ai pazienti.
Contestualmente emerse la necessità di coinvolgere anche i familiari, e quindi anche gli operatori, per aiutarli a rispettare la vulnerabilità della persona affetta da un disturbo e favorire il percorso di cura.
Nacquero, di matrice teorica cognitivo comportamentale, gli interventi psicoeducativi di gruppo per pazienti (Social Skills Training) e per familiari (Parent Training).
Una domanda che spesso ricorreva nel corso dello svolgimento dei gruppi: “Dottore, ma vorrebbe insegnarci a essere più gentili?” riceveva una risposta standard: “Non è questione di gentilezza, o di morale, né di buone maniere, ma di imparare a rispettare la propria vulnerabilità e quella delle altre persone, secondo le evidenze che derivano dalla ricerca scientifica…”.
2. …e Gentilezza
Ascoltando alcuni stimolanti interventi degli organizzatori e dei relatori invitati all’evento Festival della Gentilezza 2025, attuato per onorare la Giornata Mondiale della Gentilezza che ricorre il 13 novembre, ho recepito una domanda trasversale emergente: “si può insegnare la gentilezza?”. grazie alla mia esperienza e a quanto mi hanno insegnato le persone con cui ho lavorato, mi è sorto un pensiero positivo e l’ipotesi di una risposta intrigante: “probabilmente sì!”.
8-10 incontri di 90 minuti settimanali di gruppo da remoto
1. PRESENTAZIONE
1.1. dei partecipanti
1.2. del programma di lavoro e del modello teorico di riferimento.
2. LE STRATEGIE NELL’AFFRONTARE I PROBLEMI INTERPERSONALI:
2.1. alcune indicazioni per un atteggiamento corretto nell’approccio ai problemi;
2.2. la descrizione dei “passi” del Problem-solving.
3. L’ASSERTIVITA’: ABILITA’ E STILI DI COMUNICAZIONE:
3.1. la definizione del concetto di Assertività: distinzione tra Comportamenti Affermativi, Passivi e Aggressivi e Stili di comunicazione; Vantaggi e svantaggi a breve e a lungo termine;
3.2. la descrizione delle Abilità di comunicazione non-verbali e verbali per favorire un comportamento affermativo;
4. IDEE IRRAZIONALI o IRREALISTICHE, loro individuazione come fattori ostacolanti un atteggiamento affermativo, e
5. DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA, loro riconoscimento come fattori facilitanti.
6. L’APPRENDIMENTO DEI COMPORTAMENTI:
6.1.. la descrizione dei principali meccanismi che regolano l’apprendimento dei comportamenti;
6.2. la definizione del concetto di Rinforzo, e il ruolo della Punizione.
7. ASSERTIVITÀ E GENTILEZZA come valori vantaggiosi per sé stessi e per gli altri.
8. (8-10). Riflessioni conclusive dei Partecipanti, in particolare con riferimento ad alcune indicazioni di massima ricavabili dagli argomenti presentati e discussi.
Compilazione del Questionario di Valutazione e Gradimento.
