La Rondine Relazione Finale

Regione Lombardia Famiglia e Solidarietà Sociale

Azienda Sanitaria Locale Provincia di Milano3-Monza

“La Rondine” Associazione ONLUS

Progetti Innovativi attuativi degli artt. 4 e 5 – L.R. n°23/99 “Politiche regionali per la famiglia”

Progetto N°156

Una famiglia, un disabile: la residenzialità.

RELAZIONE FINALE 

Luglio 2004
 Introduzione
  1. Svolgimento del progetto
  2. Risultati
    1. Alcuni dati
    2. Questionario di valutazione degli incontri del “Gruppo Sperimentale”
    3. Alcune riflessioni
  3. Conclusioni

 

  1. Introduzione

Nella primavera del ’95 il dott. Antonio Scarlato, allora responsabile del CSE di Cusano, propose un rapporto di consulenza al dott. Federico Mastrangelo  al fine di studiare, affiancato dalla dott.sa Paola Di Furia, la progettazione e l’attuazione di possibili interventi rivolti al positivo coinvolgimento dei familiari degli utenti in carico, cercando di trasferire nell’ambito dell’operatività del CSE un contributo possibile grazie alle esperienze nel lavoro psicoterapeutico e riabilitativo con pazienti e loro familiari in servizi per la cura di disturbi psichiatrici e delle tossicodipendenze. In particolare, il riferimento teorico utilizzato è di tipo psicoeducativo cognitivo comportamentale. Nonostante formalmente i periodi di consulenza deliberati dall’azienda e coperti da finanziamento regionale siano stati discontinui, il lavoro in oggetto è stato continuativo. Infatti: i due anni tra la prima e la seconda Iniziativa Sperimentale sono stati impiegati, su base volontaria, per raccogliere e ordinare il materiale prodotto e pubblicare un manuale divulgativo; i due anni dalla fine della seconda Iniziativa Sperimentale alla fine di giugno 2002, grazie a due successivi recuperi di fondi, sono stati utili a sperimentare anche nuove iniziative. Durante tutto il periodo è stato proseguito il Gruppo a Lungo Termine per familiari.

L’associazione “La Rondine” è stata fondata da un gruppo di genitori di disabili, che avevano frequentato un corso per familiari organizzato dai CSE di Cusano Milanino e Cinisello Balsamo. L’appartamento  Protetto  la Rondine, è stata la successiva risposta concreta ad un bisogno emerso di spazio di sollievo per alcune famiglie e di sperimentazione di  vita comunitaria  per i disabili.

Alcuni genitori hanno esplicitato il desiderio di avere un spazio privilegiato e condotto dove elaborare i percorsi di autonomia dei figli, i vissuti quotidiani, le speranze  e le paure  rispetto il futuro: dalla lettura di questo bisogno e dalla rielaborazione della difficoltà di alcuni genitori di sperimentare momenti di separazione dai propri figli,  nell’estate del 2002 nasce questo progetto.

Questo documento (nel mese di settembre 2004 si potrà trovarlo sul sito dell’Associazione) si propone pertanto di riassumere sinteticamente il senso complessivo di quanto attuato nella speranza di fungere da stimolo per un riconoscimento amministrativo che permetta di proseguire il cammino intrapreso.

 

  1. Svolgimento del progetto

Finalità e obiettivi:

  • mantenere uno spazio condotto di mutuo aiuto dove elaborare e condividere il ruolo di genitori e familiari di persone disabili (Gruppo a Lungo Termine presso il C.S.E. di Cusano Milanino), e
  • offrire un percorso individualizzato, concreto e guidato di sperimentazione della separazione (due periodi di una settimana di soggiorno alla Comunità “la Rondine”) come momento di arricchimento comune, creando un nuovo Gruppo Sperimentale.

Il Progetto è iniziato l’8 gennaio 2003, dopo una serie di incontri con gli assistenti sociali dei Comuni di Cusano M., Cinisello B., Paderno D., Bresso, ed i coordinatori dei C.S.E. per presentare le motivazioni, gli obiettivi ed i tempi del Progetto e individuare la popolazione destinataria: questo è stato presentato ai genitori dei C.S.E. ed ad altri genitori del Territorio segnalati dal Servizio Sociale, il 19 febbraio 2003.

Il 28/2 si è svolto un secondo incontro, al termine del quale è stato definito il gruppo (Gruppo Sperimentale) di genitori che ha sperimentato i soggiorni in Comunità dei loro figli, e parallelamente si è ricostituito il Gruppo a Lungo Termine che dal 5/3/03 ha ripreso ad incontrarsi con calendario quindicinale.

Le famiglie hanno partecipato agli incontri del Gruppo Sperimentale a cadenza quindicinale con lo psicoterapeuta, l’educatrice e la tutor presso l’appartamento protetto dove i loro figli avrebbero soggiornato per un primo periodo di 6 giorni (dal lunedì al sabato).

Prima dell’inserimento in Comunità l’educatrice si è recata presso le abitazioni delle famiglie. La stessa educatrice è stata presente per alcune ore durante i tutti i periodi di soggiorno.

Dopo ogni ingresso vi sono state verifiche con le famiglie,lo psicoterapeuta,l’educatrice,e si sono svolti 2 incontri con gli educatori del C.S.E.

La prima serie di ingressi in Comunità dei 9 utenti, con tutti i relativi incontri di verifica si sono conclusi nel mese di luglio 2003.

Nel mese di settembre 2003 sono ripresi tutti gli incontri, è ripartito il gruppo di mutuo aiuto e da metà ottobre sono ripresi gli inserimenti di 6 giorni dei 9 utenti. Anche in questa seconda fase, sono stati rispettati tutti gli incontri preliminari presso le famiglie, le verifiche tra gli operatori del progetto e gli incontri con gli educatori del C.S.E. e si è aggiunto un momento quotidiano di presenza dei genitori durante il soggiorno.

Il progetto è terminato con l’ultimo incontro del Gruppo Sperimentale il 28 gennaio 2004, ma il gruppo a Lungo Termine è proseguito fino al mese di giugno 2004 su richiesta dei genitori.

 

3.a.     Alcuni dati

 

Complessivamente raggiunti dal Progetto

 

Famiglie (/Utenti) = 17

con precedenti esperienze di residenzialità = 9

senza = 8

Familiari = 29

di cui   Padri = 10

Madri = 17

Fratelli/Sorelle = 2

 

Famiglie Inserite in

  • solo “Gruppo Sperimentale” = 6
  • solo “Gruppo a Lungo Termine” = 5
  • entrambi 1) + 2) = 6

 

 

Inseriti nel “Gruppo Sperimentale”

 

Famiglie = 12              con precedenti esperienze di residenzialità = 6

senza = 6

Familiari = 21

Abbandoni precoci Famiglie = 2         Familiari = 3

 

Incontri di gruppo effettuati dal 12/Marzo/2003 al 28/Gennaio/2004 = 10

con presenza media = 10

totale presenze individuali = 105

 

Soggiorni di 6 giorni alla Rondine effettuati   = 9 x 2

nei periodi Aprile/Maggio e Ottobre/Novembre

 

Visite domiciliari Educatrice   = 9 x 2

nei periodi Marzo/Aprile e Settembre/Ottobre

 

Incontri con Educatori CSE    = 9 x 2

 

Questionari restituiti = 10

 

Calendario degli Incontri presso La Rondine Mercoledì, ore 13,45—15,15, periodo Marzo2003 – Gennaio 2004

12/3   26/3     23/4     21/5    13/6    17/9    8/10    22/10  19/11  28/1

 

Inseriti nel “Gruppo a Lungo Termine”

 

Famiglie = 11

Familiari = 15

Incontri di gruppo effettuati dal 5/Marzo/2003 al 25/Giugno/2004 = 26

con presenza media = 6,7

totale presenze individuali = 173

 

Calendario degli Incontri quindicinali presso il C.S.E. di Cusano M. Venerdì, ore 13,45—15,15, periodo Marzo2003 – Giugno 2004

2003:   5/3     19/3    2/4      16/4    30/4    14/5    28/5            11/6    9/7      24/9    15/10  29/10  12/11  3/12            17/12

2004:   21/1    6/2      20/2    5/3      19/3    2/4      16/4            30/4    14/5    28/5    25/6

 

3.b.     Questionario di valutazione degli incontri del “Gruppo Sperimentale”

 

1 Ritiene che la frequenza degli incontri sia stata adeguata?
  10 Sì
  Avrei preferito:
2 Ritiene che l’orario degli incontri sia stato comodo?
  9 Sì     1 Non risp
  Avrei preferito:

[Sì]Era un po’ scomodo per i trasporti;

[Non risp]In mattinata per avere più tempo per esporre le proprie problematiche;

3 Ritiene che la scelta della sede sia stata adeguata?
  10 Sì
4 Spazio per eventuali ulteriori osservazioni sugli aspetti organizzativi:
 
5 Ritiene che nel complesso nel Gruppo si sia instaurato un “clima” positivo?
  9 Sì     1 Non so
  Osservazioni:

[Sì]Mi ha aiutato molto;

[Sì]Perché è servito a conoscerci meglio come persone;

6 Al termine dei singoli incontri ha provato generalmente un qualche senso di soddisfazione?
  6 Sì     1 No     3 Non so
  Osservazioni:

[Sì]Mi ha fatto piacere far parte del “Progetto Sperimentale”;

7 Ha potuto osservare effetti o cambiamenti in qualche modo collegabili alla Sua partecipazione agli incontri?
  7 Sì     1 No     2 Non so
  Osservazioni:

[Sì]Aiuta molto;

[Sì]In parte positivi;

[Sì]Molto utili;

[Sì]Gli incontri mi sono serviti a convincermi e a rassicurarmi che ciò che ho fatto è un bene per me e soprattutto per il figlio;

8 Ritiene che gli incontri abbiano costituito un reale spazio di ascolto per i familiari?
  10 Sì
  Osservazioni:

[Sì]E’ stata data loro la possibilità di esprimere i loro sentimenti;

[Sì]Ognuno di noi ha avuto la possibilità di esprimere tranquillamente il proprio parere;

9 Ritiene di avere ricevuto indicazioni utili a una miglior gestione dei problemi?
  5 Sì     1 No     4 Non so
  Osservazioni:

[Non so]Ritengo l’esperienza a volte gratificante, a volte invece sembra che i problemi lievitino. Sicuramente utili le indicazioni;

[Sì]Più tranquillità e serenità;

10 Ritiene che questa iniziativa possa favorire una miglior integrazione tra

l’impegno delle famiglie e il lavoro degli operatori a favore dei ragazzi?

  9 Sì     1 Non so
  Osservazioni:

[Sì]Nasce un rapporto reale e personale tra noi e loro;

[Sì]Se si ascolta con “umiltà” le famiglie, il loro vissuto,la loro esperienza sul campo;

[Non so]I genitori forniscono la materia prima e di questo pochi si rendono conto. Me lo auguro;

11 Ha sentito la necessità nel corso dell’iniziativa, oltre agli incontri di gruppo,

di  ulteriori colloqui individuali su problematiche specifiche?

  4 Sì     5 No     1 Non so
  Osservazioni:

[Sì]Ci sono cose specifiche private, delicate, che vanno trattate individualmente;

12 Ritiene utile una prosecuzione dell’esperienza?
  10 Sì
  Osservazioni:

[Sì]E’ utile sentirsi coinvolti;

13 Ritiene utile una nuova attuazione dell’esperienza per altri familiari?
  9 Sì     1 Non so
  Osservazioni: [Sì]E’ una esperienza che tutti i genitori dovrebbero fare;

[Sì]Bisogna convincerli di più;

[Sì]Penso che è un’esperienza che dovrebbero fare tutti sia i genitori che i ragazzi (perché il problema del domani riguarda tutti);

14 Varie:
  Grazie per l’impegno e la professionalità dimostrate nel gestire questo importante progetto. Questa esperienza l’ho vissuta positivamente e serenamente anche perché non l’ho cercata, ma mi è stata proposta e offerta e non trovavo giusto non accettarla sia per il figlio che soprattutto per me.
  Il figlio ha accettato molto bene l’inserimento alla “Rondine”.
  Mi aspettavo più interesse per tutti.
  L’esperienza è stata molto positiva, sia per noi che per il figlio, per cui ritengo sia utile una nuova attuazione.
  Ringrazio di cuore.
15 Suggerimenti:
  Penso che questa iniziativa dovrebbe avere una certa continuità, proprio per dare un senso all’iniziativa stessa (premesso che qualsiasi iniziativa diretta a questi obiettivi pur piccola che sia è sempre positiva).
  Data:

Febbraio 2004

Firma facoltativa:

tutti i Questionari sono stati firmati

 

3.c.     Alcune riflessioni

I dati quantitativi riportati relativi alla partecipazione agli incontri di gruppo, e quelli qualitativi rilevati dai questionari, testimoniano inequivocabilmente un elevato gradimento dell’iniziativa da parte dei familiari. Come per altro spontaneamente spesso esplicitato durante gli incontri, la partecipazione è stata (non solo per i familiari) motivo di soddisfazione, e non sono emersi motivi di malcontento.

Tutti i 9 inserimenti previsti dal progetto sono stati attuati. Degli iniziali candidati, due famiglie hanno precocemente abbandonato per motivi logistici. Una madre ha partecipato al gruppo, nonostante avesse già rifiutato in principio la fruizione dei soggiorni per l’opposizione del marito, proprio come modalità di graduale avvicinamento “familiare” a futuri auspicati momenti di separazione.

Le visite domiciliari dell’educatrice preliminari all’inserimento in Comunità hanno costituito un’esperienza molto positiva poiché hanno permesso di raccogliere informazioni utili sulle dinamiche relazionali genitori/figli, e hanno rassicurato molto le famiglie, potendo contare su questa figura di continuità. Inoltre la presenza della stessa educatrice per alcune ore durante i soggiorni ha permesso di ricavare osservazioni sulle differenze di comportamenti in comunità e a casa degli ospiti, sulle quali riflettere in gruppo traendo anche interessanti suggerimenti.

Tutti i soggiorni sono andati a buon fine, anche grazie all’ottima collaborazione degli operatori di comunità.

Anche da parte della direzione e degli educatori CSE abbiamo riscontrato molto interesse all’iniziativa e piena collaborazione.

E’ interessante osservare che i familiari hanno gradito la presenza dello psicologo nella conduzione del gruppo, e nessuno di questi abbia di fatto richiesto ulteriori momenti di colloquio individuali (cosa di cui era stata data facoltà).

Il Gruppo a Lungo Termine e quello Sperimentale si sono sviluppati nel tempo senza sovrapposizioni, ma anzi dimostrando una integrazione apprezzata dai partecipanti.

 

  1. Conclusioni

Riteniamo che l’attuazione del Progetto Una famiglia, un disabile: la residenzialità:

  • abbia pienamente perseguito gli obiettivi iniziali, con criteri di efficacia ed efficienza;
  • abbia sperimentato un percorso agevolmente replicabile;
  • abbia rappresentato un ottimo esempio di integrazione tra Servizio Pubblico/Privato Sociale.

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