Agosto 2011
Scrivo queste note introduttive al sito Riabilitazione-Famiglia.it ritrovandomi per l’ennesima volta a lavorare, tra la scadenza di un contratto di collaborazione professionale e il rinnovo del successivo, confidando che non ci siano sorprese circa il rinnovo stesso.
Tale situazione mi crea un disagio crescente e credo rappresenti un problema che ormai credo sia doveroso condividere con quanti interessati, anche ritenendomi nel diritto di aspettare e di ricevere qualche risposta e fors’anche qualche assunzione di responsabilità da chi governa la cosa pubblica.
Questo sito, abbozzato già da alcuni anni per le finalità sotto riportate, è restato per lunghi periodi trascurato, forse nell’attesa di qualche punto di arrivo dal quale poi riflettere: ma a oggi la situazione prosegue stabilmente precaria.
Dal 1986 (dopo tre anni, a ≥21 ore settimanali, di tirocinio volontario non retribuito) lavoro per la Regione Lombardia come psicologo psicoterapeuta con contratti di consulenza libero-professionale, in diversi ambiti della salute mentale: psichiatria, tossicodipendenze e handicap, con all’attivo decine di contratti firmati. Ho iniziato con entusiasmo la mia storia nelle Iniziative Sperimentali per la Salute Mentale della Regione Lombardia, certo che gli amministratori illuminati avrebbero mantenuto quanto promesso nei testi delle delibere: valorizzare e stabilizzare le Iniziative che si fossero dimostrate efficaci.. Questo entusiasmo ha tratto energia dai risultati scientifici, e dalla risposta positiva dei fruitori degli interventi, portandomi a cercare di estendere quanto appreso inizialmente nell’ambito della psicoterapia e riabilitazione psichiatrica nei Servizi Territoriali (C.P.S.), ai Servizi per le Tossicodipendenze e per l’Handicap grave. Questo percorso è stato possibile ricercando e accettando di volta in volta le offerte di collaborazione professionale in progetti ad hoc. e sopportandone dolorosamente anche le -difficilmente giustificabili in relazione a quanto espresso nelle delibere, ma insindacabili- conclusioni:
- nel1995 con il CPS milanese,
- nel 2003 -collaborazione avviata dal 1991- con i Servizi per le Tossicodipendenze,
- nel 2005 -collaborazione avviata dal1995- con i Servizi per l’Handicap.
Se di fatto mi ritrovo ad aver anticipato la moda del lavoro precario e senza alcuna garanzia (no malattia e ferie retribuite, no trattamenti di fine rapporto, no pensione, carriera o incentivi, ecc.), è perchè credo fermamente nell’approccio scientifico della psicologia alla cura della salute mentale, e insieme credo nel ruolo fondamentale del Servizio Pubblico che deve garantire le migliori cure disponibili per la Salute di tutte le persone.
Da “Libero Professionista” (etichetta questa sempre più contraddittoria), ovvero da “Privato”, ho sempre cercato di dare il meglio nelle diverse situazioni, sia dal punto di vista clinico che scientifico, per contribuire a valorizzare il ruolo del Servizio Pubblico, costruendomi -spesso a mie spese- una continuità lavorativa indispensabile in questo mestiere, e raggiungendo “anzianità” di servizio che nulla invidiavano a quelle degli operatori in ruolo. Ma tutto questo mi ha portato di fatto a cronicizzare una condizione di precarietà lavorativa, passando per momenti difficili e situazioni frustranti e paradossali (quali, ad esempio, il non riconoscimento retributivo di ben 6 mesi continuativi di lavoro, o essere accusato per ben due volte dall’Ufficio delle Imposte di non aver pagato quanto supposto dagli Studi di Settore, quando in realtà erano venuti a mancare i contratti, ecc.) che, alla lunga, credo possano minare qualunque entusiasmo.
